Presentazione

Il PD si inserisce nel tracciato storico-politico-culturale riferibile all'ambito della filosofia politica della "Terza Via" e della matrice politica e culturale tracciata dalle esperienze del "New Labour" di Tony Blair e del "Neue Mitte" (il nuovo centro) di Gerard Schoeder. E' inoltre fondamentale l'impulso dato a tale processo, nel contesto internazionale,dai successi elettorali di Bill Clinton con i "New Democrats".

Ciò ha portatao all'affermarsi di una rete progressista globale; infatti già il 18 luglio 1997 Al Gore, al National Conversation Watergate Hotel - Washinghton D.C., in sintonia con Blair esprimeva la forte relazione tra le esperienze anglo-americane ed il loro impatto sul rinnovamento della sinistra (ovvero un'area progressista per il nostro contesto) nel mondo.Infatti egli affermava: "Queste idee stanno cambiando non solo l'America, ma in misura crescente, altri paesi del mondo"... ed il New Labour in Gran Bretagna ha "assunto l'impegno in favore di opportunità, responsabilità e comunità rinnovando il loro paese così come noi abbiamo rinnovato il nostro. Attraverso l'Europa ed in molte altre parti del mondo i partiti progressisti stanno abbracciando e mettendo in pratica le idee del Democratic Leadership Council (DLC)".

Vi sono state, a partire da queste iniziative, delle "Progressive Conference" o "Summit" a livello mondiale in varie sedi fino al 2005 quando Clinton ha lanciato la "Global iniziative" a New York dove si è registrato un ritorno alle tematiche iniziali della "Terza Via". Mentre nel 2006 irrompe sulla scena della elaborazione politica globale il Policy Network" con la conferenza "Progressive Polities: The New Wave".

Come si può notare il PD ha radici già innervate nel terreno della cultura a livello internazionale ed ora è necessario fare un passo ulteriore e cioè riuscire a tradurre, hic et nunc, nella tradizione culturale e politica territoriale quei valori che i tempi costringono ad allearsi e a formare un nuovo corpo per il bene comune e cioè i valori di equità, solidarietà, giustizia sociale, comuni sia alla tradizione cattolica che a quella della sinistra italiana.

Nel 1998 Veltroni lanciò l'idea dell'Ulivo mondiale con la proposta del Forum internazionale del Centro- sinistra. Sappiamo tutti che da allora ad oggi ci sono state battute di arresto ed accelerazioni; ma il tutto andava dimostrando, a conferma dell'intuizione originaria di Veltroni, che la sinistra storica non bastava più ed occorreva percorrere anche le strade del pensiero liberale, del solidarismo cristiano e della cultura ambientalista.

Oggi abbiamo superato le diffidenze o le indifferenze e con grande partecipazione fondativa, attraverso le primarie, siamo approdati al PD ed è nostro doveroso impegno dare gambe e sostanza a qualcosa di nuovo e diverso in cui l'identità di ciascuno costituisce il lievito che fa crescere ed il sale che dà sapore oltrepassando gli schemi. Credo che la strada che stiamo percorrendo non si esaurisce in un dato momento ma è progressiva integrazione delle culture politiche dando anche forma rappresentativa in una sintesi progettuale nella quale trovino il loro posto le diverse istanze sociali sapendo che chi si colloca nell'area riformista e democratica assume come proprie ragioni le ragioni dei deboli affinché non siano ragioni deboli. Questa prospettiva che oggi cammina, realmente, con le nostre gambe è lo strumento necessario per affrontare le sfide globali in un nuovo riformismo che come dice D'Alema è "cosmopolita e mutualista"(partecipazione e welfare dal basso)-Intervento alla Fondazione Italianieuropei il 29 aprile 2002. Questa è anche quella prospettiva che abbraccia pienamente la "Voie humaine" tracciata da Jacques Attali nel 2004.

Potremmo dire che il PD è l'approdo naturale per chi ha nel cuore e nella mente quelle indicazioni di De Gasperi che nella famosa intervista al "Messaggero" del 17 aprile 1948 definiva la DC come "un partito di centro che marcia verso sinistra" e aggiungeva che con la DC avrebbe vinto "un laburismo radicato nelle tradizioni del nostro Paese".

Bene! Oggi siamo arrivati ad un approdo ed abbiamo uno strumento di partecipazione politica e bisogna che ci si adoperi affinché rappresenti la sfida vincente per organizzare la partecipazione secondo l'art.49 della Costituzione.

Non indifferenti sono, quindi, le modalità organizzative che vogliamo darci e che debbono formulare un partito aperto capace di accogliere chi si riconosce nei valori fondanti e vuole trovare un luogo di elaborazione programmatica che sappia raccordarsi con i vari livelli istituzionali e di partito.

Inoltre, in un contesto di interdipendenza globale dove i confini degli Stati rappresentano il linguaggio vecchio rispetto alla novità di una politica che ha necessità di raccordarsi internazionalmente e dare risposte globali a problemi glocali e globali.

Siamo chiamati a contribuire fortemente a costruire un partito europeo del quale sentiamo impellente necessità, abbiamo davanti a noi la sfida di preparare il terreno per un ethos politico condiviso per la qualità della democrazia in Europa, abbiamo il compito di essere catalizzatori del processo di sintesi di culture e politiche che si sono instaurate in contesti diversi ma che oggi hanno bisogno di una visione prospettica comune nella pluralità. E' quella sintesi che ci permette di cercare insieme le risposte alla domanda fondamentale che Ernst-Wolfgang Bockenforde fa in "Diritto e secolarizzazione" e cioè "Dove sta andando l'Europa?".

Il PD è la risposta forte alla crisi della democrazia rappresentativa che è stata accelerata dalla crisi dei partiti politici tradizionali che svolgevano un ruolo centrale di organizzazione e mobilitazione del consenso nei confronti delle Istituzioni.

Il PD deve essere il luogo della responsabilizzazione dei cittadini nei confronti della res publica per evitare quello che già Tocqueville definiva il peggiore rischio per la democrazia e cioè l' "apatia" dei cittadini che rischia di far perdere quel senso di appartenenza e spirito di iniziativa necessario per far funzionare la società e animare il senso civico che per noi significa anche rinsaldare e rimotivare il legame con la madrepatria.

E' necessario procedere alla definizione di quelle strutture che, anche se snelle, permettono lo sviluppo di adeguate iniziative politico-formative anche come strumento inclusivo di chi è lontano dai sistemi di partecipazione partitica per cercare di trasformare l'"apatia" in "simpatia" politica affinché la democrazia sia sempre meno dell'astensione e sempre più partecipativa in un feedback continuo tra cittadini e rappresentanti istituzionali in una verifica continua, sul campo, della responsiveness (capacità di rispondere alle domande dell'elettorato) degli eletti nei confronti dei loro elettori e ciò è fondamentale per la qualità della nostra democrazia.

Le elezioni del 13 e 14 aprile sono una sfida ed una opportunità per consolidare uno strumento politico quale è il PD che sta cambiando ed è destinato a cambiare la politica del nostro Paese; è necessario perciò che ci sia una mobilitazione adeguata capace non solo di portare alla vittoria elettorale ma anche di fare da volano al cambiamento necessario in questa stagione per il bene comune.


Cordiali Saluti

Gianni Lattanzio