Cinque buone ragioni per sostenere DARIO FRANCESCHINI alle primarie del PD
- Perché in questi mesi Dario ha svolto con coraggio ed efficacia il compito di Segretario, in una fase difficilissima dopo le dimissioni di Veltroni. Un partito serio, che vuole essere popolare e di massa, non cambia il proprio leader ogni sei mesi, soprattutto se ha ben operato.
- Perché Franceschini guarda al futuro e non al passato. Di fronte alle difficoltà del PD c’è chi dice: “torniamo ad essere come eravamo un tempo”. Sarebbe un errore gravissimo: il Centrosinistra ha bisogno, per essere competitivo con la destra berlusconiana, di un partito grande, che sappia unire le culture politiche che hanno generato la Costituzione e che sappia, allo stesso tempo, aprirsi a quanti, anche non inscritti, vogliano concorrere al rinnovamento della politica in Italia per ridare speranza ai molti che l’hanno persa.
- Perché il suo profilo politico lo rende il candidato più idoneo a rafforzare il disegno del PD di costruire in Europa una casa nuova e più ampia di quella socialdemocratica, oggi in crisi a livello continentale.
- Perché la tradizione da cui Franceschini proviene è quella che dà maggiori garanzie in ordine alla laicità della politica, senza esporre il Paese al rischio di antistoriche contrapposizioni tra clericali e laicisti e tra cattolici e non credenti.
- Perché con maggior chiarezza di altri Franceschini contrasta il riemergere di ipotesi centriste, che farebbero arretrare il Paese sul versante della democrazia dell’alternanza. Non è vero che al centro c’è la moderazione; c’è chi vuole conquistare posizioni di rendita per stare al potere ovunque e con chiunque.
Giannilattanzio.it